anno 2017 – Su Isclavamentu

Locandina

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Domenica 10 dicembre, alle ore 18,00, nella sala “A. Montano” del Centro Sociale di Villa d’Agri, la Mandragola Teatro organizza un incontro con i protagonisti della Residenza Artistica che si è tenuta a Sarroch (Cagliari), con uno scambio di esperienze fra la Fabbrica Illuminata e La Mandragola Teatro, nel quadro del bando voluto dal Mibact e dall’Assessorato Regionale alla Cultura della Sardegna, al quale ha aderito anche la Regione Basilicata. Lo scopo è quello di riproporre e discutere le metodologie adottate per l’occasione, proiettando il documentario dell’esito scenico finale, realizzato da Joe Jamil Bastardi, e confrontando le testimonianze del regista dell’evento Marco Parodi, dell’attrice Elena Pau, e dei due “attori ospiti” della Residenza, Pino Micol e Giulia Gambioli, impegnati come “Voci recitanti”

La realizzazione del progetto ha richiesto quattro mesi di preparazione e studio, ai quali hanno fatto seguito due mesi di prove per l’allestimento di un testo in lingua “logudorese” del ‘700, scritto dal canonico Giovanni Delogu Ibba, SU ISCLAVAMENTU”, dal quale ha avuto origine l’idea di Teatro nell’isola.

La necessità di inserire due “voci recitanti” nasceva dalla consapevolezza che il linguaggio “logudorese” sarebbe risultato incomprensibile alla maggior parte degli spettatori, per la totale disabitudine a parlarlo nell’area del Campidano, in cui aveva luogo la Residenza. Era quindi necessario cercare di facilitare, almeno in parte, la comprensione del testo, collocando nei punti nodali alcuni brani tradotti in “italiano”, affidati a due attori in grado di affascinare la platea.

La nostra scelta è caduta su Pino Micol, di grande peso scenico derivato da un’esperienza di palcoscenico ultraquarantennale in importanti allestimenti curati da registi di chiara fama, e su Giulia Gambioli, ottima attrice della Basilicata e direttrice artistica de La Mandragola Teatro, che in anni passati era stata allieva di Marco Parodi, in uno stage biennale commissionatogli a Potenza dalla Provincia.

L’incontro di domenica sarà finalizzato a riproporre tutti i problemi interpretativi e di rapporto con la comunità che una simile esperienza ha comportato, a partire dall’analisi di una Sacra Rappresentazione che racchiude Teatro e Liturgia, Spettacolo e Rito, Società e Lingua, perché scritta in un sardo-logudorese ricco di ispanismi, latinismi e italianismi, capace di una incredibile potenza di immagini e di plasticità di metafore, assolutamente innovativo per l’epoca grazie all’impiego dei codici teatrali della gestualità e dell’illuminazione. Da rilevare come il suo autore abbia potuto per la prima volta in Sardegna collocare all’interno di una chiesa una Sacra Rappresentazione al di fuori dei periodi canonici del Natale e della Settimana Santa, accompagnandola addirittura con il canto delle prefiche, gli “attitidus”, tradizione fino ad allora stigmatizzata e proibita dalla autorità ecclesiastiche.

Sarà di estremo interesse mettere a confronto la tradizione in Sardegna del rito della Deposizione dalla Croce, con quello adottato in Basilicata in occasione della Settimana Santa, e analizzare i problemi interpretativi che un simile linguaggio porta con sé, compresa l’estenuante lentezza di certe scene (scrive l’autore che “gli attori devono recitare con pausa e reverencia decente, e compassivamente”). Per non parlare della struttura teatrale di una simile scrittura, che dimostra – senza ombra di dubbio – la peculiarità socio-culturale che si registrò in Sardegna a partire dal ’600, in cui si esaltava il carattere fantastico e le ambientazioni sovrannaturali, costringendo i teatranti ad inventare macchine sceniche, movimenti aerei ed effetti illusionistici. Materia di grande attualità e di estremo interesse per quanti intendano accostarsi alle pratiche dello spettacolo.

MARCO PARODI

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