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Chisciotte, cavaliere errante
Informazioni
Il sogno e la follia di Chisciotte si materializzano nella simulazione teatrale, in una paradossale volontà di costruzione di una scena dell’immaginario fino alla perdita del reale.
Questo luogo fantastico diviene però anche il luogo della beffa, il luogo in cui si fruisce della pazzia dell’eroe cervantiano come divertimento,uno spazio reale simbolico, un luogo da riempire di impressioni visuali, che diventa vivo e polimorfo solo quando prende forma lo spettacolo, nel perenne e necessario dissidio che anima il vero e il falso.
Il testo di Cervantes stimola la fantasia dello spettatore attraverso l’immagine barocca del “theatrum mundi”, tradotta nell’invenzione di uno spazio scenico unitario per tutte le avventure chisciottesche, quasi come un vecchio teatro abbandonato e in rovina, animato da attori e pupazzi manovrati a vista, insieme sulla scena per dare vita a sogni, visioni, miraggi, fantasie.
Una metafora spettacolare che si concretizza in quella ”illusione” che è nella natura del fatto teatrale, nel momento comunitario dell’evasione, nella disponibilità giocosa che porta ad uscire dalla propria identità e dal quotidiano personale, nella ricerca di fantasmi gratificanti.
Con i maestri di costruzione e manipolazione dei pupazzi Andrea e Mauro Monticelli – Teatro del Drago.
Ideazione e pittura dei pupazzi di Beatrice Ficalbi.
Fonico Rocco Sabia.
Assistenza tecnica Run Run Service di Vito Gallo.
Fotografo di scena Andrea Guastavino.
Direttore allestimento Tonino Lioi.
Assistente alla produzione Tecla Iervoglini.
Consulenza scientifica Dipartimento di Salute Mentale AUSL n. 2 Potenza.
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